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Cosa cerchiamo di fare...

Cercheremo di approfondire in modo chiaro e comprensibile alcuni aspetti cari ai musicisti senza ricorrere a tecnicismi accademici difficilmente “digeribili” da chi non ha una formazione elettronica o elettromeccanica.

Pedale di Volume

Nella sua realizzazione più semplice, un pedale per la regolazione del volume non è altro che un potenziometro logaritmico azionato col piede.
Le due tipologie di pedali per la regolazione del volume sono: attivi – i meno diffusi e passivi – quelli maggiormente utilizzati.

La quasi totalità dei pedali attivi implementa anche un buffer e per funzionare, necessitano di una batteria o alimentazione esterna.
Avendo a che fare con potenziometri, utilizzeremo il termine resistenza (elettrica) per definire la caratteristica del pedale. In altre pubblicazioni o riferendosi a dispositivi attivi si può trovare il termine “impedenza”.
Semplificando, impedenza e resistenza sono termini intercambiabili.

Perchè utilizzare un pedale del volume se posso regolarlo sulla chitarra?

Principalmente si utilizza un pedale di volume per comodità infatti, regolare con il piede il volume avendo le mani “libere” per suonare, semplifica la vita… Tuttavia, con accogimenti che analizzeremo di seguito, un pedale di volume opportunamente collegato può anche essere utile per meglio “rifinire” il proprio suono.

Quale pedale

I pedali passivi si dividono in due gruppi:

  1. Elevata resistenza elettrica (tipicamente 250/500 KOhm).
  2. Bassa resistenza elettrica (tipicamente 25/50 KOhm).

La scelta del tipo di pedale è sostanzialmente legata all’utilizzo che se ne intende fare e dallo strumento che si utilizza.

Come prima utile regola, è bene evitare di collegare un pedale a bassa resistenza all’ uscita di uno strumento passivo perchè essendo la resistenza del pedale (25KOhm) di poco superiore rispetto a quella dei pickup (variabile da 6K a 14KOhm) una buona parte del segnale (25-30%), si “perde” – tone suck (fig. 1). Vi chiederete che senso ha acquistare un pedale così. Il senso c’è e lo vedremo successivamente…

All’uscita della nostro strumento passivo è preferibile collegare un pedale di volume ad elevata resistenza (> 200 KOhm) che è sostanzialmente “la copia comoda”, da azionare col piede,  del potenziometro di volume presente sulla nostra chitarra o basso. La fig.2 mostra il comportamento di un pickup da 8KOhm collegato ad un pedale di volume da 250KOhm, come si può notare, la perdita di segnale è irrilevante (circa lo 0.5%).

 

VP25K
fig. 1
pickup 8K -> pedale volume 25K -> amplificatore
schema semplificato.
8-25k
OUT — Attenuazione del segnale circa 30%
Tone Suck

 

VP250K
fig. 2
pickup 8K -> pedale volume 250K -> amplificatore
schema semplificato.
8-250k
OUT — Attenuazione del segnale < 0.5%

I pedali a bassa resistenza (≤ 50KOhm) sono invece utili quando si utilizzano strumenti attivi oppure li si voglia inserire in una pedaliera NON come primo pedale. In un sistema attivo è possibile utilizzare anche un pedale di volume ad elevata resistenza ma la sensibilità di regolazione diminuirà notevolmente (brusca variazione del volume) è quindi preferibile optare per un pedale a bassa resistenza.

I pedali attivi sono decisamente più versatili e possono essere collegati in qualsiasi punto della catena effetti o linea di segnale ma, come tutti i dispositivi attivi, per funzionare necessitano di alimentazione elettrica inoltre introducono distorsione, rumore e “colore” seppur in misura minima.

Dove collegare il pedale di volume

Due tabelle ci aiuteranno a meglio compendere:

CHITARRA/BASSO PASSIVO
  Passivo bassa resistenza 25K Passivo elevata resistenza 250K  Attivo
Output chitarra/basso tone suck green_check2_transparent green_check2_transparent
Catena pedali effetto (con buffer)
green_check2_transparent scarsa sensibilità
green_check2_transparent
Send/return green_check2_transparent scarsa sensibilità green_check2_transparent

 

CHITARRA/BASSO ATTIVO
Passivo bassa resistenza 25K Passivo elevata resistenza 250K  Attivo
Output chitarra/basso green_check2_transparent scarsa sensibilità green_check2_transparent
Catena pedali effetto
green_check2_transparent scarsa sensibilità
green_check2_transparent
Send/return green_check2_transparent scarsa sensibilità green_check2_transparent

Come si può vedere dalle tabelle, la scelta del pedale dipende essenzialmente dsl tipo di strumento utilizzato e dal posizionamento nella catena effetti o linea di segnale.

Da provare…

Un setup tipo per una pedaliera, prevede le modulazioni a fine catena e generalmente il pedale delay è l’ultimo elemento che collega la pedalboard all’amplificatore. Una buona posizione per il pedale di volume è prima del delay ed in questo caso è bene sia un pedale a bassa resistenza o pedale attivo. Collegando il pedale di volume in questa posizione è possibile dosare quanto segnale dalla sezione di gain e modulazione “passa” nel delay e abbassando il volume si percepirà un suono con delay estremamente intelligibile e molto controllato.
Utilizzando le modulazioni tra send e return è sempre possibile inserire il pedale di volume prima del delay (si allungano i collegamenti ma essendo il “SEND” un uscita generalmente a bassa impedenza, utilizzando cavi di buona qualità ed il pedale corretto, non si avranno problemi come calo di volume e/o “tone suck”).

Caratteristiche meccaniche

Nella scelta del pedale di volume è molto importante valutare anche le caratteristiche meccaniche dello stesso. Azionandolo col piede è preferibile che il pedale sia robusto e il sistema di controllo, potenziometro, ingranaggi, pulegge etc realizzate per resistere nel tempo. Un’ altra caratteristica molto importante è la resistenza e linerità di azionamento. Pedali troppo “morbidi” o con movimento a scatti non permettono un buon controllo del volume.

 

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